Yvan Beltrame
Yvan Beltrame

La prima pagina...

isola di Lipari (Sicilia)

 

 

Era un giorno strano: una leggera foschia, proveniente dal mare, avanzava tra le isole fino a nascondere il disco giallo del sole. Dal profilo della costa siciliana singolari dita di nebbia mi venivano incontro attraverso il mare.

Circondata da ginestre e da cespugli di fichi d'india, davanti a un panorama mozzafiato, vedevo la vicina isola di Vulcano dalla veranda e intuivo, in lontananza, il profilo della Sicilia quasi completamente schermato dai vorticosi filamenti di nebbia.

Seduta sotto il pergolato della casa bianca, aspettavo il ritorno di Freddy, attorniata dalle forme rassicuranti dei sedili in pietra ricoperti con cuscini colorati, e dalla grande buganvillea attorcigliata intorno alle colonne. Improvvisamente, dall'orizzonte svanì del tutto il profilo della costa siciliana, e la nebbia iniziò ad avvolgere l'isola di Vulcano facendola sparire rapidamente.

Da quel momento fu come se intorno a me, oltre lo spazio familiare del pergolato, tutto fosse svanito nel nulla. Dei lampi alla mia destra segnavano l'eruzione solitaria dello Stromboli, ma era come se anche questo avvenisse fuori dalla realtà, allo stesso modo in cui salivano dal basso, indistinti ed estranei, i rumori ovattati provenienti dal mare.

La nebbia aveva cancellato tempo e spazio ma non i miei ricordi. Arrivarono con il sapore umido che le gocce di nebbia trascinavano verso l'alto, e sapevano di terra e di mare insieme. Piccole stille che racchiudevano odori di menta, di borraggine e di selvatico.

Probabilmente fu così che ritornai con il pensiero all’assolata, scintillante, nitida, araba Sicilia. Nella grande isola avevo passato un periodo indimenticabile della mia vita, ed ero stata proiettata all'interno di un amalgama magico, legato al ritrovamento di una statua greca di eccezionale bellezza.

Sentii il bisogno forte e inarrestabile di raccontare le sensazioni che provai allora e le cose che mi accaddero, perché ci sono dei momenti nella vita in cui i ricordi, anche molto lontani, possono trascinarti indietro e spingerti al centro di un passato dissolto.

Era arrivato il momento di parlare di una morte violenta, così come mi era rimasta negli occhi un pomeriggio di fine estate, e dei sogni e delle premonizioni che in quel periodo avvertivo quasi giornalmente.

Fu probabilmente da quel momento che il bisogno di rivedere la grande isola siciliana squarciò ogni velo nei ricordi e, aspettando il ritorno del mio amore, iniziai a scrivere in quell'atmosfera fantastica e rarefatta...

 

 

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© Serenella Minto