Yvan Beltrame
Yvan Beltrame

Enrico Mattei e il sogno di un uomo straordinario (1)

ex Villaggio ENI , Corte di Cadore, chiesa di N.S. del Cadore con il monte Pelmo sullo sfondo

La storia che vorrei raccontare inizia da un sogno. Anzi, da un progetto nato nella mente di un uomo ricco e potente, che però non intendeva fare del denaro l'unico obiettivo della propria vita. Quest'uomo voleva utilizzare i profitti della sua società per costruire qualcosa di buono e duraturo per i suoi dipendenti e per il paese.

Eravamo all'inizio degli anni cinquanta, nel cuore e negli occhi della gente erano ancora vivi e presenti i ricordi delle rovine dell'ultima guerra. Enrico Mattei, uno dei più visionari e capaci manager che l'Italia abbia mai avuto, volle costruire qualcosa di bello, di nuovo e diverso, che facesse tornare la speranza.

L'intento di Mattei, presidente dell'ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), era dimostrare al mondo che un'azienda italiana poteva essere competitiva a livello internazionale. A questo scopo gli serviva qualcosa di mirabile e straordinario: un esempio da seguire per il futuro, un fiore all'occhiello per la sua azienda. Come accadeva durante il Rinascimento, quando i mecenati offrirono ai nostri grandi artisti l'opportunità di eseguire opere stupefacenti, allo stesso modo Enrico Mattei divenne un moderno mecenate per realizzare un grande progetto di architettura moderna.

Il progetto sarebbe diventato una sorta di simbolo utile a esprimere le sue idee di progresso e di novità, e richiamare l'attenzione del mondo sulla voglia di riscatto nel nostro paese.

Per realizzare il suo sogno Mattei aveva bisogno di due cose: trovare un luogo vergine che potesse trasformarsi in qualcosa di unico e speciale, e di un progettista-mago che conoscesse ogni trucco per attuare il suo desiderio.

Il luogo scelto per questo progetto doveva essere vicino a uno dei siti più belli della terra, ma non abbastanza da essere inviolabile, una specie di Biancaneve dei terreni da poter risvegliare.

Il mago fu trovato, si chiamava Edoardo Gellner ed era un architetto. Il luogo dove doveva nascere e prendere forma questo sogno-esperimento era lì, a pochi kilometri da Cortina, ma sul versante più brullo e poco agevole dell'Antelao: una montagna bella e straordinaria. Finora nessuno aveva mai pensato di costruire, su quella sassaia, neanche una baracca per gli attrezzi. Infatti, il paese di Borca di Cadore era sorto ai piedi del monte Antelao, vicino al torrente Boite, lontano da quei pendii pieni di rocce e di vipere.

Invece, sarà proprio su quel declivio aspro e ghiaioso che sorgerà il Villaggio ENI di Corte di Cadore, perché, anche se localizzato sul pendio inospitale dell'Antelao, il villaggio ha di fronte la visione straordinaria della valle del torrente Boite con il monte Pelmo, e poi il Civetta, il Sorapis, il Cristallo, le Tofane... : le straordinarie Dolomiti.

Il Villaggio ENI di Corte di Cadore che realizzarono Mattei e Gellner partiva da un progetto di alta sperimentazione architettonica e, nello stesso tempo, era pensato come un villaggio turistico a origine sociale, mai concepito in nessun'altra parte al mondo, che avrebbe permesso alle famiglie dei dipendenti della Società di Idrocarburi, senza distinzione gerarchica, dai semplici operai ai dirigenti, di vivere le proprie vacanze in un ambiente straordinario a spese della società.

Il sogno di Mattei prese vita grazie alla genialità, la tecnica e il talento di Edoardo Gellner e poi di Carlo Scarpa. Il villaggio ENI divenne il primo, e purtroppo l'unico, esperimento di ottima progettazione sul territorio: infatti, all'armonia della natura si sommarono e s'intrecciarono interventi urbanistici e architettonici di altissima qualità, perfettamente inseriti nell'ambiente. Si può dire che, in questo caso, un ambiente poco ospitale fu riqualificato dai sogni di un manager idealista e lungimirante e dalla bravura dei progettisti.

 

Edoardo Gellner con Enrico Mattei nel 1955

alcuni dati tecnici:

200 ettari per costruire alloggi e servizi per quasi 6000 persone.

Rispetto al progetto iniziale furono eseguite le seguenti opere: 270 villette di dimensioni e tipologie differenti secondo il diverso numero di componenti della famiglia; una colonia per ospitare 400 bambini, composta da 17 edifici collegati tra loro da rampe coperte e caratterizzata da soluzioni spaziali e compositive all'avanguardia, e a misura di bambino. Inoltre, poco lontano dalla colonia fu costruito un piccolo zoo con animali dell'ambiente dolomitico, e le gabbie per ospitare due orsi del Caucaso, regalati a Mattei dal leader sovietico Krusciov; un campeggio per 200 ragazzi e ragazze attrezzato con vari edifici di servizio, caratterizzato dalla presenza di originali tende fisse a quattro posti costruite in legno, pietra e cemento; un primo albergo, il Residence Corte, costruito per accogliere il personale di servizio e tutti i collaboratori destinati alla manutenzione del grande Villaggio; un secondo edificio a struttura ricettiva: l'Albergo Cadore, che presenta dettagli costruttivi e di distribuzione degli spazi a volte geniali e a tutt'oggi modernissimi; una chiesa dedicata a Nostra Signora del Cadore che emerge, con il suo volume dall'aspetto straordinario, dal pendio boschivo dove sono distribuite e nascoste le altre costruzioni. L'edificio fu eseguito da entrambi i progettisti: Edoardo Gellner e Carlo Scarpa e presenta, nell'uso di materiali e nell'illuminazione interna, soluzioni plastiche ed estetiche che fanno di questo edificio un capolavoro dell'architettura religiosa. Tra l'altro, fu la prima chiesa ad avere l'altare rivolto verso i fedeli, anticipando il nuovo rito ecumenico stabilito dal Concilio Vaticano.

L'inizio delle opere che ho elencato avvenne attorno al 1955 e furono completate, in tempi record, nel 1962. Purtroppo, nel momento in cui si doveva procedere alla costruzione dell'ultima parte del villaggio Corte di Cadore, un inspiegabile incidente occorso al presidente dell'ENI fermò i lavori.

Il 27 ottobre 1962, intorno alle diciannove, l'aereo privato sul quale viaggiava Enrico Mattei in compagnia di un giornalista americano, si schiantò al suolo a Bascapé, poco prima dell'atterraggio all'aeroporto di Linate. A tutt'oggi, non è stato ancora chiarito cosa sia veramente accaduto: fu un incidente o un attentato?

Mattei era un uomo straordinario con idee che potevano modificare le dinamiche del potere di quegli anni e gli equilibri internazionali nel campo dell'energia.

D'altronde erano tempi in cui gli uomini giusti erano odiati. L'anno seguente, il 22 novembre del 1963 fu ucciso a Dallas il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy. Si discute ancora sui fatti...

 

Ultime notizie. Il villaggio Corte di Cadore rimase incompleto di alcune parti e i dirigenti dell’ENI, che già inizialmente erano contrari all’opera, bloccarono i finanziamenti per la gestione e il completamento del progetto. Una grande occasione mancata.

Dal 1995 la società ENI fu privatizzata e tutto il patrimonio immobiliare venduto.

 

panoramica del villaggio ENI con le ville
particolare della guglia della chiesa di N.S. del Cadore

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© Serenella Minto