Yvan Beltrame
Yvan Beltrame

I misteri di Giambattista Tiepolo

G. Tiepolo, Giovane donna con papagallo, olio su tela, A. Museum , Oxford

I misteri di Giambattista Tiepolo (1)

di Serenella Minto

 

Alla fine di ottobre di trentatré anni fa si chiudeva a Udine una mostra sulle acqueforti di uno dei più importanti artisti europei del Settecento: Giambattista Tiepolo.

L'artista più luminoso, e nello stesso tempo ironico ed elegantemente irriverente della pittura del Settecento, con queste incisioni crea la raccolta di storie più misteriosa ed esoterica che mai avremmo potuto aspettarci da un pittore veneziano, che in gioventù era stato seguace di un artista della luce e del colore come Paolo Veronese.

In queste incisioni è proprio la luce a impregnare le forme di bagliori e dissolvenze, come se lo spazio vuoto, liquefatto dall'acido, fosse penetrato all'interno di ogni cosa.

Nessuna musica accompagna le immagini di Tiepolo ma le assordanti note di un silenzio surreale, che avvolge questi episodi trattenendo ogni ragionamento in infinita sospensione.

Eppure i personaggi di queste storie tra loro parlano, si muovono, indicano con il braccio, bisbigliano, ma sono gesti e parole che noi non possiamo ascoltare, perché siamo esclusi da tutto ciò: come fedeli alla presenza di un rito sacro al quale possiamo solo assistere e guardare.

Sfoglio il catalogo: i trentasette fogli, tra cui dieci Capricci e ventitré Scherzi di fantasia, indicano una scelta di personaggi a dir poco curiosa e spesso inquietante, ma che riunisce in immagini e atmosfere nitide e nello stesso tempo magiche, fantastiche e coinvolgenti, tutti gli elementi che fanno parte della storia umana o che girano intorno al nostro universo. Nelle incisioni Tiepolo inserisce: giovani uomini e vecchi, donne, soldati, santi, orientali con il turbante, satiri e satiresse, cani, uccelli, serpenti, efebi, gufi, alberi, cavalli, asinelli, pipistrelli, scimmie, pulcinella, e non mancano neanche gli scheletri umani e le ossa di animali, e poi ancora, la morte. Anche le architetture e gli oggetti incisi da Tiepolo sono vari e interessanti: piramidi, obelischi, sarcofagi, rocce antiche, pietre scolpite, are sacrificali, e lance e spade e bastoni con serpenti attorcigliati, e ancora serpenti, e poi luce e silenzio.

D'altronde Tiepolo era nato nel popolare sestiere di Castello a Venezia, e di strani personaggi tra i marinai di tutte le razze, i maestri d'ascia e i costruttori di navi dell'Arsenale ne doveva aver visto fin da piccolo, ma le poche e frammentarie notizie sulla sua personalità, non riescono a spiegare nulla delle storie inserite nelle sue incisioni, eccezion fatta per il fascino che emanano.

Al tempo di Tiepolo maghi e streghe erano ovunque (l'ultima strega europea fu decapitata e poi bruciata nel 1749) inoltre, in quegli anni la stregoneria era una cosa da "povere donne", mentre la magia anche se falsa dottrina era pur sempre materia da "dotti maghi", e nei racconti e nelle incisioni di Tiepolo questi uomini sapienti sono sempre presenti, silenziosi e attenti a osservare ogni cosa.

Tiepolo, come tutti gli artisti della sua epoca, per lavorare doveva rispondere alle richieste dei committenti sia laici e sia religiosi, ma con queste incisioni si sentì libero di comporre opere senza provar obblighi verso nessuno.

Nell'introduzione al catalogo della mostra su Giambattista Tiepolo tenutasi a Washington nel 1972 (due anni dopo la grande mostra di Udine), Diane Russell scrive: "Le acqueforti dei Capricci e degli Scherzi sono rimaste un mistero dal punto di vista dell'iconografia".

E' come se Tiepolo avesse diviso tutti i personaggi del suo grande romanzo fatto di storie mitiche e bibliche, sacre e profane, in due gruppi, da una parte gli interpreti noti, cioè i protagonisti ufficialmente designati ai ruoli principali: le dame e i cicisbei, le regine e le dee, gli eroi e i condottieri, i vari patrizi e i mercanti, i prelati e i vescovi ...

Dall'altra parte il gruppo di coloro che nelle sontuose raffigurazioni erano soltanto di contorno, quasi delle controfigure, delle comparse nella recitazione pittorica in atto: ecco, era tempo che questi personaggi avessero finalmente i loro spazi in episodi ben separati.

Tiepolo grandissimo costruttore di storie e sapientissimo regista di eventi, con l'introduzione di uomini e donne in maschera e in costume per celebrare glorie di antiche famiglie o di parvenu, così come richiedevano i committenti, si libera finalmente dei personaggi impostogli dal lavoro di grande artista europeo, e compone la raccolta più interessante, e unica nel suo genere, di storie dal sapore noir che precede il cosiddetto romanzo nero del secolo successivo.

Nel prossimo numero vi presenterò alcune delle acqueforti di Tiepolo così da condividere i misteri di Giambattista Tiepolo.

1 - Continua

 

 

NOTE:

 

Acquaforte: inizia nel 1500 questa tecnica d'incisione su metallo (rame, zinco, stagno) con procedimento indiretto, cioè attraverso l'uso di una particolare soluzione di acqua e acido nitrico (acido che gli orafi chiamano acquaforte). Gli artisti che useranno questo procedimento sono, oltre a G. Tiepolo, Parmigianino, Rembrandt, Callot, Salvator Rosa, Canaletto, Piranesi, Hogart, Goya.

Giambattista Tiepolo: pittore e incisore, nasce a Venezia nel 1696. Nel '19 sposa Cecilia, sorella di Antonio Guardi che gli darà nove figli, fra cui Giandomenico e Lorenzo suoi collaboratori. L'artista si spegne a Madrid nel 1770.

Capricci e Scherzi di Fantasia: dopo la morte di Tiepolo sarà il figlio Giandomenico a dare il titolo alle incisioni del padre e a pubblicarli per la prima volta nel 1775 circa.

 

 

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© Serenella Minto