Yvan Beltrame
Yvan Beltrame

Sintesi Biografica

Vorrei possedere colori quanti l'infinito e dipingere per l'eterno spazio celeste.

Yvan Beltrame (2005)


 

1917: Yvan Beltrame nasce a Venezia il 31 dicembre, ma viene registrato come nato il 1° gennaio del 1917, formalmente, è anche l’anno dopo.

 

1931-‘35: A partire dal 1931 sono anni difficili per la famiglia di Yvan Beltrame: vendite delle proprietà dei Sonzogno per pagare i debiti del padre di Yvan, traslochi da un appartamento all'altro fino al trasferimento in un alloggio popolare dell'Ente Comunale di Assistenza a Dorsoduro.

Gli studi di Yvan sono irregolari, sia a causa di problemi di salute che per l'instabilità economica della famiglia, che passa da uno stato di grande benessere a sfiorare la povertà. Nel 1936 Yvan viene chiamato nelle fila del comando di milizia premilitare, il 6 aprile del 1940 ottiene il congedo assoluto.

 

1936-'42: Dopo aver frequentato il primo anno dell’Istituto d’Arte di Venezia passa al Liceo Artistico dove si diploma nel 1940.

In un piccolo locale a San Vio inizia la produzione di ceramiche dipinte, si trasferirà più tardi in un altro atelier più spazioso nella fondamenta che da Campo San Vio porta verso il canale della Giudecca. In questi anni lavora e disegna su vari tipi di supporto, da quelli più tradizionali come la carta e il cartoncino, fino ai materiali di scarto dei laboratori artigiani, la carta da parati, le vecchie carte da gioco ormai inutilizzate, la faesite ecc.

 

1943-‘45: Frequenta i corsi di pittura all’Accademia di Belle Arti ma, a causa dei continui problemi economici della famiglia, allo stesso tempo lavora come impiegato all’Ufficio doganale della Marittima di Venezia.

 

1946: Contrae il tifo che lo porta a un passo dalla morte; si riprenderà dalla malattia soltanto l’anno seguente.

 

1942-‘47: Grande produzione di disegni a tecnica mista e in bianco e nero tra cui incisioni su linoleum per realizzare le matrici di stampa. In questi anni inizia una fase che lo porterà ad una maggiore sintesi plastica soprattutto nei disegni che elaborano forme biomorfiche; nel contempo, sono molti gli studi ad olio con sperimentazioni vicine alla metafisica di De Chirico.

 

1947: Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia. I suoi insegnanti furono : De Logu, Cesetti, Cadorin, Saetti, Viani.

 

1948: Continuano le ricerche con sperimentazioni che vanno dal plasticismo organico all’astrattismo. La produzione è molto vasta anche per quanto riguarda il numero di opere e le stesse tecniche artistiche usate: si va dalla xilografia alla linoleografia per stampa su stoffa, dalla pittura ad olio alla tempera su vari supporti, dalla progettazione di pannelli decorativi per l’arredamento al vetro soffiato, dal mosaico alla ceramica. Già da questo momento la sua tecnica pittorica sarà caratterizzata dalla stesura dei colori, ad olio e a tempera, direttamente sul supporto senza disegno preparatorio.

 

1948-1950: Esterna col suo ‘teatrino ebraico’ il ricordo degli ebrei deportati, chiusi dentro i vagoni, che vide transitare in Marittima a Venezia durante la 2^ guerra mondiale, e che tanto colpì la sua sensibilità umana e artistica.

Contemporaneamente ritorna ad una produzione figurativa di stampo espressionista, con riflessioni che partono dalla ricerca di sintesi tra spazio e figure che, da Cézanne, arriva fino al lirismo coloristico dei Fauves francesi.

 

1950: Continua in questi anni la fase figurativa, e iniziano ricerche sempre più rivolte ad un surrealismo trasformato e interpretato da esperienze simboliste e metafisiche.

Nell’ambiente veneziano ricco di manifestazioni artistiche e di incontri culturali conosce Romana una giovane donna che frequenterà l’atelier di San Vio per imparare le tecniche pittoriche; sarà lei l’amore più importante della sua vita anche se il loro rapporto sarà caratterizzato da tormenti e angosce in un’altalena di speranze e delusioni per quasi un decennio. Nel ’58 Romana si sposa con un altro uomo rispettando le convenzioni dell’ambiente borghese di cui faceva parte.

Ma dopo pochi anni Romana comprende di aver sbagliato e, nonostante il matrimonio, la loro relazione riprende più forte di prima. Questa situazione creerà molti sensi di colpa e tormenti ad entrambi.

 

1960: Sarà questo, un periodo malinconico dal punto di vista sentimentale, ma nel contempo ricco di tensione intellettuale e di pittura inquietante e appassionata con miti e allegorie che lo portano sia verso il simbolismo che al surreale. Molto ricca la produzione di tele ad olio e le tempere su carta e su tavolette, oltre che le ceramiche dipinte.

 

1960-70: Continua la grande produzione di tempere su leggeri fogli di compensato che sostituiscono, in parte, la ricerca pittorica attraverso il disegno che aveva caratterizzato i primissimi anni della sua attività. La stesura diretta sul supporto e la ricca e fantasiosa gamma cromatica, con l’uso sia della tempera che di altre tecniche, rendono interessanti e particolari queste opere.

Nell'ottobre del 1967 inizia ad insegnare Figura Disegnata al Liceo Artistico di Venezia, dove rimarrà fino al 1987.

 

1970-80: Nel 1973 ottiene l'abilitazione in Discipline Pittoriche ed entra in ruolo al Liceo Artistico di Venezia.

Problemi all’occhio destro, di cui poi perderà quasi del tutto la vista, e un trasloco in un altro studio pittorico a Cannaregio, gli creeranno dei rallentamenti nella fase di organizzazione di mostre e di esposizioni personali.

Nonostante l’operazione all’occhio a cui si sottopone, la produzione delle opere rimane consistente e di alto livello qualitativo. La ricerca pittorica si amplia costruendo scenari fantastici pieni di carica emotiva: si va dal cosiddetto meta-dinamico al simbolismo visionario.

Nuovo e definitivo trasloco in un altro atelier alle Zattere.

 

1980-90: Romana muore all’improvviso e prematuramente, lasciando un vuoto incolmabile nella sua vita.

Beltrame prosegue il lavoro di insegnante e continua a frequentare gli ambienti artistici veneziani tenendosi però in disparte dagli eventi di grande richiamo pubblico e, per circa nove anni, non parteciperà più a esposizioni e mostre personali nonostante la continua sollecitazione di amici e galleristi.

Perde quasi del tutto la vista all’occhio destro.

All’interno della sperimentazione surreale nascono opere che si possono definire i polifemi della visione.

Riprende, anche se con fatica l’attività espositiva e, nel 1990, prepara quella che sarà la sua ultima mostra personale. Continua a dipingere a tempera su piccoli supporti di compensato e ad olio su grandi tele con immagini surreali e visionarie.

 

gennaio 2003: Si trasferisce a Mogliano Veneto per problemi di salute; lontano dal suo studio e dalla sua Venezia non dipinge più.

 

30 marzo 2005: Yvan Beltrame muore all’età di 88 anni.

 

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© Serenella Minto