Yvan Beltrame
Yvan Beltrame

Enrico Mattei e il sogno di un uomo straordinario (2)

Nell'articolo del mese di dicembre avevo presentato la prima parte di questa storia che ha come protagonisti: Enrico Mattei, uno dei più visionari e capaci manager che l'Italia abbia mai avuto, l'architetto Edoardo Gellner e il grande progettista veneziano Carlo Scarpa.

Il sogno di Enrico Mattei era:

  • realizzare un esperimento di architettura d'avanguardia inserita nel paesaggio montano, come non esisteva in Europa e probabilmente nel mondo;
  •  impostare un progetto urbanistico di rispetto e recupero del paesaggio alpino in contemporanea alla costruzione degli edifici;
  •  la creazione di un insediamento turistico, per il benessere dei dipendenti della società ENI, come non era più stato proposto dai tempi dell'architettura utopica ottocentesca.

Tutto inizia nel 1950. Il luogo dove doveva nascere e prendere forma questo sogno-esperimento era lì, a pochi kilometri da Cortina, ma sul versante più brullo e poco agevole dell'Antelao: una montagna bella e straordinaria. Anche se localizzato sul pendio inospitale dell'Antelao, il villaggio avrebbe avuto di fronte la visione straordinaria delle Dolomiti: con la valle del torrente Boite, il monte Pelmo, e poi il Civetta, il Sorapis, il Cristallo, le Tofane...

Il Villaggio ENI di Corte di Cadore che realizzarono Mattei e Gellner partiva da un progetto di alta sperimentazione architettonica e, nello stesso tempo, era pensato come un villaggio turistico a origine sociale, mai concepito in nessun'altra parte al mondo, che avrebbe permesso alle famiglie dei dipendenti della Società di Idrocarburi, senza alcuna distinzione gerarchica, dai semplici operai ai dirigenti, di vivere le proprie vacanze in un ambiente straordinario a spese della società.

Il sogno di Mattei prese vita grazie alla genialità, la tecnica e il talento di Edoardo Gellner e poi di Carlo Scarpa. Il villaggio ENI divenne il primo e, purtroppo, l'unico esperimento di ottima progettazione sul territorio: infatti, all'armonia della natura si sommarono e s'intrecciarono interventi urbanistici e architettonici di altissima qualità, perfettamente inseriti nell'ambiente. Si può dire che, in questo caso, un ambiente poco ospitale fu riqualificato dai sogni di un manager idealista e lungimirante e dalla bravura dei progettisti.

Alcuni dati tecnici:

200 ettari per costruire alloggi e servizi per quasi 6000 persone.

Rispetto al progetto iniziale furono eseguite le seguenti opere:

 

- Un campeggio per 200 ragazzi e ragazze attrezzato con vari edifici di servizio e caratterizzato dalla presenza di originali costruzioni in legno, pietra e cemento a forma di tenda, destinate ad ospitare quattro posti letto. 

- 270 villette di dimensioni e tipologie differenti secondo il diverso numero di componenti della famiglia. 

villa del gruppo 200

- Una colonia per ospitare 400 bambini, composta da 17 edifici collegati tra loro da rampe coperte e caratterizzata da soluzioni spaziali e compositive all'avanguardia e a misura di bambino. Inoltre, poco lontano dalla colonia fu costruito un piccolo zoo con animali dell'ambiente dolomitico, e le gabbie per ospitare due orsi del Caucaso, regalati a Mattei dal leader sovietico Krusciov.

 

- Un primo albergo, il Residence Corte, costruito per accogliere il personale di servizio e tutti i collaboratori destinati alla manutenzione del grande villaggio.

 

- Un secondo edificio a struttura ricettiva: l'albergo Cadore, che presenta dettagli costruttivi e di distribuzione degli spazi a volte geniali e a tutt'oggi modernissimi. 

La chiesa di Scarpa e Gellner a Corte di Cadore (ex Villaggio ENI)

- Una chiesa, dedicata a Nostra Signora del Cadore, che emerge con il suo volume dall'aspetto straordinario dal pendio boschivo, dove sono distribuite e nascoste le altre costruzioni.

L'edificio fu eseguito da entrambi i progettisti: Edoardo Gellner e Carlo Scarpa e presenta, nell'uso di materiali e nell'illuminazione interna, soluzioni plastiche ed estetiche che fanno di questo edificio un capolavoro dell'architettura religiosa. Tra l'altro, fu la prima chiesa ad avere l'altare rivolto verso i fedeli, anticipando il nuovo rito ecumenico stabilito dal Concilio Vaticano. 

L'inizio delle opere che ho elencato avvenne attorno al 1955 e furono completate in tempi record, nel 1962. Purtroppo, nel momento in cui si doveva procedere alla costruzione dell'ultima parte del villaggio Corte di Cadore, un inspiegabile incidente occorso al presidente dell'ENI fermò i lavori.

Il 27 ottobre 1962, intorno alle diciannove, l'aereo privato sul quale viaggiava Enrico Mattei in compagnia di un giornalista americano, si schiantò al suolo a Bascapé, poco prima dell'atterraggio all'aeroporto di Linate. A tutt'oggi, non è ancora stata chiarita cosa sia veramente accaduto: fu un incidente o un attentato?

Mattei era un uomo straordinario con idee che potevano modificare le dinamiche del potere di quegli anni e gli equilibri internazionali nel campo dell'energia.

 

Nel 1995 la società ENI fu privatizzata e tutto il patrimonio immobiliare venduto.

Dal 2000 una parte del villaggio Corte di Cadore, ex Eni, è di proprietà della società Mi.no.ter S.p.a. di Cagliari che gestisce la vendita delle villette e la conduzione degli alberghi.

Per avere notizie sul web vi consiglio http://www.magicoveneto.it/Cadore/Borca-di-Cadore/Villaggio-Eni-a-Borca-di-Cadore-Corte-delle-Dolomiti.htm

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© Serenella Minto