Yvan Beltrame
Yvan Beltrame

Foto della famiglia

Mio nonno era il mosaicista Giacomo Sonzogno


2003- Il Testo è tratto da un'intervista di Franco Alesci a Yvan Beltrame

 

Prima di me l’artista di famiglia fu mio nonno materno, Giacomo Sonzogno.

Di lui ricordo i potenti mustacchi che pareva indossasse a corredo della sua persona a fare pendant con i guanti, e quando passeggiava fendevano l’aria come due ali di gabbiano: gli davano un aspetto importante.

Camminava con passo elegante e cerimonioso facendo dondolare un bastone da passeggio, il petto in fuori, la schiena ritta, sulla testa perennemente una bombetta.

Lavorò per quasi trent’anni all’estero: una decina in India e una ventina in Russia, so che stette per un periodo anche negli Stati Uniti e che viaggiò in Africa, per rientrare e rimanere stabilmente a Venezia con la famiglia pochi anni avanti lo scoppio della prima guerra mondiale. Fu in ricordo di tutti quegli anni trascorsi in Russia - a Mosca, per lo più - che mia madre mi chiamò Yvan.

Mio nonno Giacomo dirigeva uno staff di mosaicisti veneziani molto noto sia in Italia che all’estero. Per Venezia, quando passeggiavo con lui, la gente ci salutava con grande deferenza e, anche chi non lo conosceva, capiva che lui era un uomo particolare.

A me, ragazzino silenzioso ed osservatore, piaceva guardarlo, contemplarlo, scrutarlo e studiare le reazioni della gente.

Amava l’arte, i luoghi esotici e l’avventura. Guadagnava molto e aveva fatto vivere agiatamente la famiglia che però praticamente non lo vide mai salvo durante i brevi e rari rientri in Italia. Nei dieci anni trascorsi in India ogni Natale spediva una cartolina: sono immagini veramente suggestive.

Insomma volevo diventare come lui, con un’unica differenza: a me non piacevano i viaggi specie quelli disagevoli.

Avrei fatto l’artista ma standomene tranquillamente a Venezia.

 

Franco Alesci

Il nonno materno Giacomo Sonzogno

Giacomo Sonzogno (a sinistra)

durante una visita alle piramidi di El Giza in Egitto 

Russia fine ’800: Giacomo Sonzogno a capotavola con i mosaicisti veneziani 

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© Serenella Minto